MIG 15

MIG 15 "Fagot Egg" - Hasegawa

Ecco un simpatico modellino “caricaturale”. E’ molto simpatico, lo stampo...

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Blohm und Voss 155 - Special Hobby 1/72

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Miles Magister - RS Models 1/72

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Polikarpov I-16 Type 24 - Hasegawa 1/72

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Adriano Visconti

Adriano Visconti

Adriano Visconti, nato a Tripoli l'11 Novembre 1915, è stato il secondo migliore asso Italiano, anche se forse il più famoso, con 26 vittorie accertate. Figlio di Galeazzo Visconti di Lampugnano e Cecilia Dall'Aglio, emigrati in Libia in seguito alla colonizzazione italiana del 1911. Si arruolò nella Regia Aeronautica come allievo del Corso REX dell'Accademia Aeronautica il 21 Ottobre 1936 a 21 Anni, e conseguì il brevetto di pilota militare presso la scuola d'aviazione di Caserta. Proseguì il suo addestramento sul Breda BA25 e sull'IMAM Ro 41, nel 1938 fu assegnato alla 159ª Squadriglia del 50° Stormo d'Assalto col grado di Sottotenente. Nel giugno del 1940, allo scoppio della guerra, Visconti fu trasferito con il suo reparto in Africa, presso l'aeroporto di Tobruk, dove combatté volando sui Breda Ba.65 e sui Caproni Ca.310. Nel periodo giugno-dicembre 1940 fu decorato con due Medaglie d'Argento e una di Bronzo. Nel gennaio del 1941, a 26 Anni, Visconti fu trasferito alla 76ª Squadriglia del 54° Stormo Caccia Terrestre dove venne addestrato al volo sul caccia MC200, svolgendo poi servizio operativo su Malta e nei cieli africani con il MC 202. Il 29 aprile 1943, nel corso dell'ultimo grande scontro aereo prima della caduta della Tunisia, l'allora tenente Visconti guidò dodici Macchi M.C.202 del 7° Gruppo all'attacco di sessanta tra Spitfire e P-40. Visconti abbatté un P-40, mentre altri quattro furono accreditati ad altri piloti del 54º Stormo. In seguito, promosso al grado di capitano, divenne comandante della 310ª Squadriglia Caccia Aerofotografica, specializzata nell'aeroricognizione ed equipaggiata con MC 205 in una speciale versione modificata a Guidonia.

Adriano ViscontiDopo l'armistizio dell'8 Settembre 1943 Visconti, a 28 Anni, aderì alla Repubblica Sociale Italiana e partecipò attivamente alla costituzione dell'Aeronautica Nazionale Repubblicana al comandando della 1ª Squadriglia e, dopo essere stato promosso al grado di Maggiore nel maggio 1944, al 1° Gruppo Caccia “Asso di Bastoni”. Fino alla fine della guerra Visconti combatté difendendo l'Italia Settentrionale dagli attacchi dei bombardieri anglo-americani utilizzando diversi tipi di aerei: Macchi M.C.202, M.C.205 e Bf 109G-10.

Adriano Visconti

 

Il primo combattimento su quest'ultimo tipo di velivolo ebbe luogo il 14 marzo. Visconti, comandante del 1º Gruppo, con altri 16 Messerschmitt, intercettò, sul lago di Garda, una formazione di B-25 del 321th Bomber Group, che rientrava dopo il bombardamento del ponte ferroviario di Vipiteno. I P-47 di scorta (del 350th Fighter Group) attaccarono a loro volta i Messerschmitt italiani. Nel corso del combattimento, Visconti attaccò frontalmente il Thunderbolt del 1/Lt. Charles C. Eddy, rivendicandone l'abbattimento, ma lo stesso comandante del 1º Gruppo fu colpito e ferito al volto dalle schegge del proprio parabrezza e costretto a lanciarsi. Il 15 marzo l'ANR attribuì a Visconti la vittoria e la segreteria inoltrò la pratica per richiedere il "Premio del Duce", le 5.000 lire che spettavano all'abbattitore di un monomotore. In realtà il P-47 dell'americano Eddy rientrò alla base di Pisa. Visconti quindi si lanciò con il paracadute e Charles Eddy rientrò alla base con il velivolo danneggiato. Eddy infatti era di nuovo operativo il 2 aprile successivo in un'altra missione. Il 29 aprile 1945, a Gallarate, Adriano Visconti firmò la resa del suo reparto, il 1° Gruppo Caccia controfirmata da rappresentanti della Regia Aeronautica, del Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI), del Comitato di Liberazione Nazionale (CNL) e da 4 capi partigiani (tra i quali Aldo Aniasi "Iso", poi sindaco di Milano e quindi deputato e ministro).

Adriano Visconti

L'accordo (poi tradito) garantiva la libertà ai sottufficiali ed agli avieri del Gruppo, l'incolumità personale di tutti gli ufficiali, nonché l'impegno di consegnarsi alle autorità militari italiane o alleate, come prigionieri di guerra. I 60 ufficiali e le 2 ausiliarie vennero condotti nella caserma del "Savoia Cavalleria", già sede dell'Intendenza della Guardia Nazionale Repubblicana allora occupata dalla brigate garibaldine "Redi" e "Rocco". I prigionieri erano stati sistemati in un primo stanzone quando un partigiano ordinò a Visconti di seguirlo. Il sottotenente Valerio Stefanini, aiutante di Visconti lo seguì. Intornò alle 14:00, mentre gli ufficiali venivano condotti in un altro stanzone dove erano state approntate brande, furono udite due raffiche improvvise. Secondo l'attaché della Luftwaffe al Ministero dell'Aeronautica Repubblicana, colonnello von Ysemburg, allora presente, i due, Visconti e Stefanini, furono colpiti alle spalle da raffiche di mitra. Visconti fu finito con due colpi di pistola alla nuca. Ai restanti prigionieri venne successivamente comunicata la notizia dell'avvenuta esecuzione. A sparare fu un partigiano di nazionalità Russa, guardaspalle del partigiano Aldo Aniasi, comandante della brigata garibaldina "Redi". Quindi se ne deduce che l'ordine venne da Aniasi; venne quindi incriminato e subito prosciolto in quanto considerato legittimo atto di guerra, essendo avvenuto prima dell'8 Maggio 1945, data della fine ufficiale delle ostilità in Europa.

Visconti fu sepolto nel Cimitero Musocco a Milano nel campo 10 insieme a numerosi aderenti alla RSI caduti di quei tragici giorni, molti rimasti anonimi. Adriano Visconti aveva 30 Anni. 

 

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