Junkers Ju. 87 D-5 Stuka PDF Stampa E-mail
Scritto da Andrea Vignocchi   

Image 

JUNKERS Ju 87 D-5 STUKA

Image


MODELLO FUJIMI   1/72   

Image                  


Aereo dello JG 3, fronte russo, inverno 1944.
Ben pochi aerei sono famosi come lo Stuka, basta solo dire che dalla versione D-5 l’ aereo abbandona completamente il bombardamento in picchiata e si converte all’ attacco al suolo: gli aerofreni vengono smontati, scompaiono le sirene dai pantaloni del carrello, l’ armamento viene potenziato (2 cannoni alari da 20 mm e 1 MG 81 zwilling posteriore), la blindatura viene rinforzata, ecc. Ma anche in questo ruolo lo Stuka si dimostrerà presto superato, e sarà sostituito dai ben più prestanti FW 190.

Image

Image

IL MODELLO
Le stampate si presentano bene al primo sguardo, ma dopo un controllo più attento ci si accorge di alcuni difetti da sistemare: il più grave riguarda la forma un po’ troppo “a banana” della parte posteriore della fusoliera. Il rimedio più rapido è quello di carteggiare (dopo averle unite) le due semifusoliere nella parte inferiore, fino ad ottenere un profilo accettabile.Un altro problema sono le pennellature alari, che riproducono quelle delle versioni precedenti alla D. Bisogna quindi tracciare nuovi portelli più grandi per le armi, chiudere alcune pennellature e inciderne altre: in questa fase i piani in scala sono indispensabili. Sul muso andranno aggiunte le numerose prese d’ aria assenti nel kit. La fessura tra il cofano motore e la fusoliera, assai visibile sull’ aereo reale, sarà accentuata assottigliando dalla parte interna la plastica del kit. Dopo il taglio dei due pannelli che intendo lasciare aperti (serbatoio dell’ olio e pannello di ispezione sotto gli scarichi) bisogna assottigliare i bordi della fusoliera visibili ai lati dei pannelli, autocostruire il serbatoio in plasticard e le fascette di supporto in alluminio adesivo e il pannello di chiusura in rame sagomato. Per l’ altro pannello, per prima cosa si costruisce un simulacro della parte posteriore del motore, poi con filo di rame di varie misure si aggiungono i cablaggi ed il leveraggio che comanda l’ apertura dei flabelli del radiatore anteriore, a sua volta dettagliato con plasticare. Sul muso bisogna rifare gli scarichi: quelli originali sono bruttini. La carenatura anteriore è in stagno, materiale che si presta a curvature così strette, mentre gli scarichi sono in resina, separati uno ad uno e incollati su un sottile foglio di plasticare. Un sottile disco di plasticard distanzierà l’ ogiva dell’ elica dalla fusoliera, lasciando una fessura come sull’ aereo reale.

Image

Image

Interni.
Qui c’ è poco da dire: fotoincisioni Eduard e tanti piccoli dettagli in scratch: collimatore, bombole aria, ecc. Le due MG 81 “Zwelling” posteriori sono quelle dell’ Aeroclub in metallo. Le capottine sono della Falcon in acetato, tranne il parabrezza che è quello del kit assottigliato per raccordarlo meglio alla fusoliera. Poi i soliti passaggi: verniciatura in RLM 66 Aeromaster schiarito, lavaggio, drybrush e micropittura di quadranti, interruttori, cinture.

Image

Image

Image

Ali.
Il lavoro più impegnativo è la separazione delle superfici mobili, che nel kit sono veramente orribili: si stacca tutto col cutter, si eliminano gli enormi blocchi che dovrebbero essere le cerniere e si comincia: si assottigliano le superfici mobili, si separano tra loro e si praticano degli incavi in corrispondenza delle articolazioni; quindi si realizzano dei triangolini in plasticard molto inclinati verso l’ esterno e si incollano alla parte inferiore dell’ala.  Qui andranno poi fissate, in corrispondenza degli incavi, le superfici mobili. Inutile dire che, con 7 articolazioni per ala, occorre molta precisione !! Sotto la fusoliera ho ricostruito completamente la forcella di sgancio della bomba in filo di rame e lamierino di stgano.  A modello verniciato, si aggiungeranno gli equilibratori degli alettoni, realizzati in filo di rame con una goccia di colla vinilica per simulare il contrappeso, e le articolazioni fotoincise delle superfici mobili. Il ruotino di coda è stato tagliato all’ altezza della forcella e riposizionato sterzato. La gamba dell’ ammortizzatore è in rame, con le flangie forate con il punch & die. Il tubo di pitot realizzato con un ago di siringa e le antennine varie completeranno il modello.

Image

Image


Colorazione ed invecchiamento.
La vernice bianca lavabile con cui i tedeschi mimetizzavano grossolanamente i loro aerei si rovinava molto velocemente nelle severe condizioni climatiche dell’ inverno russo; si possono vedere foto di Stukas incredibilmente sporchi. Per riuscire a rendere questo effetto in modo accettabile (dopo vari tentativi infruttuosi con altri metodi) ho verniciato un grossolano sprinter in RLM 70-71, curando però di non stendere uno strato omogeneo ma di saturare solo alcune zone (pannellature, zone in ombra, ecc.): insomma, una specie di “preombreggiatura”. Poi, col bianco Tamiya ben diluito, ho steso varie mani, fino ad ottenere la trasparenza voluta. Quindi il solito trattamento: Trasparente lucido, decals, lavaggio ad olio color seppia e trasparente opaco Aeromaster. Dopo un giorno di riposo si inizia col trattamento a pennello asciutto: scarichi, tracce di fumo dei cannoni, colature d’ olio, ecc. Le scrostature le ho fatte a pennello con due verdi Humbrol a smalto, simili agli RLM 70-71. Sempre con questi colori ho rimarcato alcune alonature sulla mimetica ed intorno alle insegne di nazionalità, che erano mascherate grossolanamente prima di stendere il bianco.

Image

Image

Basetta.
La neve è simulata con Das Pronto su cui si imprimono tracce, impronte, ecc. poi si spolvera tutto con polverina bianca Tauromodel (estremamente fine e lucida) su tutta la basetta, ricoperta preventivamente da un sottile strato di acqua e vinavil. Quindi si asporta l’ eccesso di polvere e si colora tutto di bianco. Un lavaggio in grigio scuro evidenzierà tracce ed impronte. Alcune velature di bianco dato ad aerografo smorzerà i contrasti troppo accentuati, e una leggera passata di trasparente lucido completerà il lavoro. La slitta per la bomba è autocostruita con listelli di legno, i rami che sporgono dalla neve sono piccole radici raccolte in montagna.

Image

Image

Image

Image

Image


Documentazione.
Ju 87 IN ACTION
REPLIC N. 83
Libro su JU 87/HS 129/IL 2 della DELTA EDITRICE
Aerei Modellismo N. 4 e N 7
Modellismo facile N. 20
Foto varie da libri e riviste

Image

Image

Image

Image

WebMasters by Marco Aquila

 
< Prec.   Pros. >