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C.200 Pacific Coast Model 1/32 
Il kit è un tipico esponente delle scatole a tiratura limitata (shortrun a chi piacciono gli inglesismi).All’apertura della scatola fa una bella impressione: modello grande, pannellature finemente incise, resina in abbondanza, fotoincisioni Eduard, decals abbondanti e varie. Quando, dopo due anni di stoccaggio, mi sono deciso a iniziare il modello, mi sono però reso conto che non era esente da magagne, soprattutto nei dettagli che in una scala così grande meriterebbero una cura decisamente maggiore. Tanto per cominciare, ho provato a confrontare la sagoma con i disegni in 1/48 (ingranditi al 150%) pubblicati sul volume Aero Detail relativo al C.200/202/205 e devo dire che sono stato colto da malore: appoggiando la semifusoliera sul disegno, la zona davanti al parabrezza risulta più bassa di 3 mm rispetto al disegno, misura che si riduce gradualmente verso il cofano del motore fino a combaciare (quasi con il disegno)! Discordanze presenti anche sulle ali che risultano piu lunghe/corte del dovuto…. A questo punto, dopo aver sentito vari pareri, ho deciso di lasciare tutto come stava, anche perché i succitati disegni coincidono a livello di apertura alare e lunghezza della fusoliera con le misure ufficiali; in pratica, pur non coincidendo con i disegni l'apertura alare del modello è corretta con le misure in scala!!!





Superato il primo patema si presenta subito il secondo, cioè gli interni.Scartate subito le pareti in resina fornite dalla scatola (super semplificate e imprecise nella posizione dei particolari) ho ricostruito le ordinate forate usando come guida l’ordinata fornita dalla scatola che si posiziona dietro il seggiolino e i correntini con i soliti profili in plastica Evergreen. I particolari presenti sulle pareti sono stati ricostruiti utilizzando fotoincisioni avanzate, fogli di piatti di plastica, fili di rame, piombo, sprue filato, lattine di birra ecc.Dell’originale ho salvato solo parte della ordinata posteriore che ho preferito comunque dividere a metà in senso verticale e l’ordinata anteriore in resina sulla quale è posizionata la pedaliera.Il pavimento va sostanzialmente bene come da scatola, mentre alla struttura che regge il seggiolino e alla barra sono stati aggiunti alcuni particolari. 




Anche se poco visibili a lavoro ultimato, ho ricostruito le bombole posizionate ai lati della fusoliera subito dietro il seggiolino.Il cruscotto in fotoincisione è stato usato come base di partenza e ho rifatto in plastica le cornici di alcuni strumenti, che sull’originale risultavano piuttosto piatti in questa scala.Il film che riproduce gli strumenti, nonostante sia stato incollato su un pezzo di plasticard bianco, a fine lavoro fa risaltare ben poco lancette e indicatori vari che risultano a malapena visibili…mi viene il dubbio che forse era meglio una buona mano di bianco ma ormai il lavoro è fatto e ho preferito evitare ulteriori danni e lasciare tutto così. Per concludere il lavoro interno ho riprodotto le culatte delle mitragliatrici che si intravedono appena sotto il cruscotto. 
Passando al motore, salta subito all’occhio la forma errata delle teste dei cilindri (sono tagliati di netto e manca la riproduzione delle valvole) per cui, visto che anche senza voler aprire le coperture laterali, rimane tutto in bella vista ho utilizzato uno dei cilindri forniti dal kit aggiungendo i copri valvole e ristampando il tutto in resina in 14 copie. Il tutto è stato completato dalle aste dei bilancieri e dai vari cavi e tubi di alimentazione e scarico.Anche l’anello frontale è stato completato internamente con le piccole centine forate e la struttura di sostegno. 






Il vano carrello è completamente vuoto, ad eccezione della struttura di sostegno del motore, per cui è stato ricostruito il serbatoio dell'olio e per quanto possibile l’intrico di tubazioni che vanno dalla paratia tagliafiamma al motore. Per raccordare decentemente la paratia posteriore con la parte inferiore dell’ala, ho preferito rifare anche la paratia ritagliandola sulla base di quella fornita dal kit utilizzando un foglio di plastica sottile. Le gambe del carrello fornite dal kit si presentano piuttosto “pastose” e sono state ricostruite utilizzando tubi di ottone e alluminio, mantenendo la forcella di plastica del kit e i compassi foto incisi. Anche i mozzi delle ruote sono stati modificati in quanto vengono forniti privi dei piccoli raggi. In questo caso ho utilizzato uno dei pezzi forniti dalla scatola, ho aggiunto i raggi e ne ho stampato quattro copie.I portelli di chiusura risultano piuttosto spessi per cui la zona centrale e superiore è stata autocostruita con plasticard sottile così come i supporti che collegano i portelli alla gamba di forza (sono forniti in fotoincisione ma completamente errati nella forma); ho mantenuto invece la parte inferiore del portello dopo un adeguato assottigliamento. 





Gli esterni non richiedono particolari interventi a parte la separazione delle superfici mobili e la ricostruzione dei portellini laterali di accesso all’abitacolo (qui dipende dalla versione scelta; nel mio caso ho dovuto ricostruire anche i piccoli pannelli laterali fissi trasparenti posti ai lati del parabrezza). 

Colorazione Ho scelto di riprodurre uno degli esemplari proposti dal foglio decals della scatola, appartenente al 4° Stormo di base a Gorizia nel 1941 del quale ho trovato una foto autografata dal pilota (Capt.Monti).Visto che mi trovo bene a verniciare con gli acrilici Tamiya e visto che non ci sono corrispondenze corrette sulle tonalità dei colori italiani ho dovuto arrangiarmi con delle misture (tranne che per il verde di base).La parte più complicata è stata quella di riprodurre le macchie color giallo mimetico sul colore verde di fondo: lavorando ad aerografo a mano libera, con il colore diluitissimo a bassa pressione e con un po’ di pazienza e qualche prova su dei pezzi di scarto il lavoro risulta meno complicato di quanto sembri. 



Sono stati necessari diversi passaggi per coprire bene il verde di fondo senza che trasparisse sul giallo. Finito col giallo, la macchia centrale in marrone mimetico è quasi una passeggiata. Le decals sono poche e si applicano senza problemi con i soliti emollienti. Ultima fase una leggera sporcatura con i colori a olio, seguita da diverse mani molto diluite di trasparente opaco. Per completare il tutto sono state riprodotte le luci di posizione e il cavo dell’antenna con del filo da pesca. 



La base Il modello è stato fissato alla base tramite due perni di ottone che attraversano le ruote.La base è costituita da una fetta di legno tornito, ricoperta da un cartoncino spesso per riportare il livello del “terreno” a filo con lo specchio che è stato inserito sulla base.Per la riproduzione dell’erba ho utilizzato della fibra sintetica cosparsa su uno strato di colla vinilica diluita. Ad essicazione completata ho spruzzato una base di marrone e vari verdi a casaccio finchè non ho ottenuto un risultato soddisfacente. Ha completato il tutto un drybrush con una tonalità sabbia. 


La bicicletta, alla quale ho ricostruito i raggi con dello sprue stirato, proviene da una vecchia scatola Tamiya. I bidoni sono di provenienza Model Victoria . Bibliografia Aero Detail nr.15 Macchi C.200/202/205 Ali d'Italia nr.8 Aer.Macchi C.200 Aviolibri special 5 Macchi MC 200 Saetta pt.1 ^COLORI E SCHEMI MIMETICI DELLA REGIA AERNAUTICA 1935-1943 AirKit News n.14 NEI CIELI DI GUERRA – La Regia Aeronautica a colori 1940-45 Catalogo nomenclatore per velivolo caccia-intercettore “AER. Macchi C.200”
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