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L'Aereo reale Considerato da più parti come il migliore aereo da caccia notturna della Seconda Guerra Mondiale, lo Heinkel He 219 in realtà fu difficilmente in grado di competere ad armi pari con le versioni da caccia notturna del Mosquito. Si trattava per l'epoca di un progetto estremamente avanzato sotto molti punti di vista, se non altro per essere stato il primo tipo di velivolo al mondo a montare di serie i seggiolini eiettabili per l'equipaggio. A dispetto delle buone prestazioni dei prototipi, gli esemplari di serie appesantiti dal ragguardevole armamento e penalizzati aerodinamicamente dalle ingombranti antenne del radar di ricerca Fug 220 e dagli smorzafiamma degli scarichi dei motori, non raggiunsero mai le prestazioni previste; a questo va aggiunto che i motori previsti originariamente (DB613) non furono mai messi totalmente a punto e di fatto gli esemplari operativi montavano i meno potenti DB 603 che gli consentivano di raggiungere a malapena i 580 Km/h contro i 640 Km/h previsti. A dispetto di questi limiti, lo He 219 rimaneva comunque un'ottima macchina, come l'exploit del magg. Streib che in una sola notte, tra l'11 ed il 12 guigno 1943, volando su una macchina di pre-serie riuscì ad abbattere 5 bombardieri lancaster. Nonostante si trattasse di un aereo progettato espressamente per il suo ruolo e non di adattamenti di tipi diversi già in produzione (Bf.110, Ju. 88, ecc.), con prestazioni largamente superiori a quelle dei suoi concorrenti, lo He. 219 venne sempre osteggiato dalle alte cariche dell'RLM (Milch in testa) che continuarono a preferirgli aerei di altro tipo ed alla fine trovarono il modo di stroncarne la carriera (ne furono costruiti mno di 300 esemplari), proprio nel momento nel quale la Luftwaffe aveva disperato bisogno di questo tipo di aerei. 


Il modello Il kit è quello della Tamiya in scala 1/48 accoppiato con il set di dettaglio della Aires. Il risultato è potenzialmente spettacolare tenendo però conto che le parti in resina, pur presentando un dettaglio al limite dell'incredibile, rivelano seri problemi di adattabilità ai pezzi del modello. in linea di massima comunque il modello si presenta nel classico stile Tamiya, con pannellature incise finemente ed un ottimo livello di dettaglio (fanno eccezione i vani dei carrelli principlai, completamente lisci). Il velivolo riprodotto è della versione A 2 con il Wrk. Nr. 290004 codificato g9+DH. Del relitto di questo particolare esemplare sono disponibili alcune foto che lo ritraggono da diverse angolazioni e che sono una buona fonte di ispirazione. 

Abitacolo: Per poter adattare i pezzi in resina, che sostituiscono integralmente quanto proposto dalla scatola, le pareti laterali dell'abitacolo devono essere fresate al limite della trasparenza per poter poi chiudere le semifusoliere senza inconvenienti. prima di incollare le pareti laterali in resina ho ripristinato il bordo superiore dell'abitacolo con due profili in plastica per restituire un pò di profondità all'insieme. Confrontando i pezzi della Aires con le foto dell'originale ho trovato soltanto un paio di cavetti da aggiungere, per il resto ci si può sbizzarrire con la pittura. Personalmente ho utilizzato come base l'alluminio della SNJ, che ho poi ricoperto con il classico RLM 66 della Tamiya; su questa base sono state ricreate luci ed ombre utilizzando dei colori ad olio per poi scrostare leggermente con una lama la vernice del pavimento e di altre zone soggette ad usura, in modo da far emergere l'alluminio sottostante. 








Fusoliera: Se si decide di non aprire il vano dei serbatoi posti dietro l'abitacolo, che Aires fornisce in resina, gli interventi si limiteranno a: -Praticare il foro per lo sfiato del sistema di sbrinamento dei piani di coda; 
-se si decide di installare i cannoni Mk. 108 a tiro obliquo in fusoliera, pratcare sul ventre della fusoliera il foro per lo scarico dei bossoli. A proposito di questa installazione, è opportuno posizionare anche il relativo collimaotre Revi posto sul cielo della parte ribaltabile del tettuccio; non avendo rintracciato foto di questo particolare bisognerà provare ad interpretare quanto proposto nello schema che segue: 
- Se si decide di lasciare in vista i cannoni ventrali bisognerà praticare i fori per i relativi portelli ed installare il vano e le culatte dei cannoni contenuti nel set Aires. 
Ali: Volendo riprodurre un A2 ho dovuto ricostruire le prese d'aria presenti sul bordo d'entrata riducendo le dimensioni dei fori; ho inoltre staccato gli alettoni e ricostruito i fari d'atterraggio con relativo vano e copertura trasparente. per ultimo vanno praticati sul dorso i fori di sfogo dell'impianto di riscaldamento dell'ala. Piani di coda: mi sono limitato a staccare gli equilibratori, e riposizionarli leggermente inclinati ed a modificare la posozione dell'attuatore del trim di sinistra (sotto e non sopra). Carrelli e vani: altro lavoraccio di adattamento per inserire i vani della Aires che tra l'altro sono collegati alla paratia che sostiene il motore. Anche qui bisogna mettere in preventivo qualche ora di lavoro di fresa, carta abrasiva e plasticard per adattare al meglio (personalmente non ci sono riuscito del tutto) il tutto. Se avanza tempo e voglia si può integrare i pezzi in resina con le tubazioni che corrono sulle pareti laterali dei vani. Ho preferito rifare l'attuatore dei carrelli principali con lamina di ottone e plastica, visto che l'originale è un monoblocco eccessivamente semplificato.Per il carrello anteriore mi sono limitato a posizionare la ruota leggermente sterzata. 





Motori e vani: Se si decide di lasciare i motori in bella vista, anche qui c'è da sudare: gli spinotti che collegano il motore ai supporti non combaciano tra loro (zona peraltro poco visibile a modello ultimato) e bisogna rifarsi tutte le tubature che raccordano il motore alla paratia ed al radiatore anulare posto di fronte al motore. nel caso si opti per i radiatori con i flabelli aperti vanni rifatti anche gli attuatori dei medesimi. 








Colorazione: Questa è un'altra nota dolente: l'esemplare scelto, a quanto si può vedere dalle foto, presenta una colorazione basata sul grigio chiaro RLM 76 per le superfici inferiori ed i lati della fusoliera e grigio scuro RLM 75 per le superfici superiori. Sul grigio scuro era sovrapposta una serpentina molto fitta con il grigio più chiaro. Il risultato è che a prima vista l'aereo appare dipinto in grigio chiaro uniforme con una miriade di piccole chiazze in grigio scuro dai contorni piuttosto netti! Scartata, dopo vari tentativi infruttuosi, l'idea di riprodurre ad aerografo la serpentina, ho optato per una tecnica che avevo visto su un articolo sul sito di Hyperscale: ho dipinto il modello nei due grigi di cui sopra ed utilizzando la gomma adesiva rimovibile Uhutac (ora in commercio con il nome di PataFix) ho mascherato con qualche centinaio di pallini le chiazze che dovevano restare scure. Rimossa la gomma ed attenuato il contrasto tra i due grigi con alcune passate di RLM 76 diluitissimo, il risultato è abbastanza verosimile. Le insegne sono state realizzate in parte utilizzando mascherine adesive tagliate con un plotter e poi dipinte ad aerografo ed in parte con lettere trasferibili a secco, adattate alla bisogna. Alla fine solito lavoretto di invecchiamento e sporcatura con colori ad olio e aerografo (per le fumate di scarico). 





Ultimi dettagli: L'ultima cosa da segnalare per questo particolare esemplare è la posizione verticale delle antenne del radar FuG. 220 anzicché inclinata come proposta da scatola: è sufficiente tentare di rispettare la perpendicolaritàdel complesso. 


Desidero infine ringraziare le seguenti persone: -Giampiero Piva per l0ispirazione dei suoi articoli su Aerei Modellismo degli anni '80; -Giuseppe Giardina per le foto dell'esemplare reale; -Edward Salvador ed il suo plotter per le mascherine adesive; -Elena per la pazienza e la sopportazione. Bibliogarfia consultata: -Aerei Modellismo n. 11/1983; -Ronald Remp - der Nachtjager Heinkel He 219 -Flugzeug Profile n. 10; -Shiffer Military "Uhu" He. 219. Su Internet: http://aircraftwalkaround.hobbyvista.com/he219/he219.htm http://hsfeatures.com/features04/he219ad_1.htm http://www.clubhyper.com/reference/he219cw_1.htm WebMastered by Marco Aquila
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