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Ducati 900 SS - Tamiya 1/8

 

Ducati 900 SS - Tamiya 1/8Ducati 900 SS - Tamiya 1/8

 La Ducati 900 SS nasce nel 1977 e deriva dalla precedente 750 SS ( Super Sport ) del ’74.La sua ciclistica è molto classica e spartana, ma abbinata ad una meccanica performante rende questa moto divertentissima ed elegante.Rispetto alle rivali del suo tempo la 900 SS è leggera e dotata di un’erogazione senza incertezze, esclusi i bassi regimi “cittadini”, non proprio adatti ad una motocicletta nata per un’utenza sportiva. Attualmente la 900 SS è una delle moto Ducati tra le più amate e ricercate dai numerosissimi collezionisti della casa di Borgo Panigale sparsi in tutto il mondo.

 

Ducati 900 SS - Tamiya 1/8Ducati 900 SS - Tamiya 1/8

Come per tutti i kit di montaggio della famosa marca giapponese, anche quello della 900 SS è di ottima qualità. La scatola di montaggio riporta in grande evidenza il logo Ducati dell’epoca e l’illustrazione della moto nel colore nero è sobria e perfetta; il contenuto della confezione è costituito innanzitutto dalle istruzioni in doppia copia ( giapponese ed inglese-tedesco ) che vale sempre la pena di leggere nella loro completezza prima di intraprendere il montaggio, non solo per prevenire eventuali sorprese, ma anche per apprezzarne la chiarezza e la precisione delle illustrazioni. I telai su cui sono distribuiti i pezzi sono quattro compreso quello dei trasparenti; si consiglia di estrarlo immediatamente dalla confezione in cui è imbustato per porlo in una bustina separata e non utilizzarlo fino a quando non sarà necessario : i trasparenti sono abbastanza resistenti, ma non necessariamente immuni da possibili graffi indesiderati. E’ presente, inoltre, una bustina con la viteria necessaria, i pneumetici (notarne la bella e realistica scolpitura), il tubino in gomma nera e trasparente ed il foglietto delle decals necessarie e sufficienti per realizzare la versione con la livrea nera o con quella argentata; le decalcomanie Tamiya sono solitamente dotate di un buon potere adesivo e quindi non richiedono prodotti speciali o addirittura Vinavil molto diluito per aumentarne l’aderenza come avviene purtroppo spesso per altri kit.I singoli pezzi sono ampiamente dettagliati al fine di garantire un risultato finito davvero piacevole e completo nonostante la piccola scala, inoltre il loro fissaggio sui telai è realizzato in maniera pratica ed intelligente per consentire che le bave risultino in vista il meno possibile.In ogni caso queste possono essere comodamente eliminate da una limetta a coda di topo o da carta abrasiva fine (tipo 800). Le parti che necessitano il riempimento delle giunture con lo stucco sono davvero poche.Fanno eccezione solo il serbatoio e l’ampio e caratteristico cupolino ; quest’ultimo comunque ha delle giunzioni davvero irrilevanti, quindi il consumo di stucco ed il conseguente carteggio è veramente minimo.Il modellista esperto può addirittura chiudere le giunzioni con il solo cianoacrilato. In definitiva un kit che unisce al dettaglio anche la comodità di montaggio e quindi abbastanza accessibile; il modellista esperto (….e pignolo) potrà comunque divertirsi nell’aggiungere un ulteriore tocco di stile al proprio modello superando le ottime caratteristiche dell’originale..

 

Ducati 900 SS - Tamiya 1/8Ducati 900 SS - Tamiya 1/8

Innanzi tutto occorre scegliere il colore della livrea del modello che si intende realizzare.Personalmente ho scelto la versione argentata per due motivi: è quella a mio parere più “spettacolare” ed inoltre il colore argento della Humbrol ha ottime proprietà di resa sulla plastica, quindi spero di partire con le giuste premesse per un ottimo risultato. A questo punto è opportuno convertire la tabella dei colori Tamiya in ultima pagina delle istruzioni con i corrispondenti codici Humbrol, operazione fattibile grazie alla tavola di conversione della Humbrol di cui il vostro commerciante in modellismo di fiducia potrà omaggiarvi sicuramente.

In ogni caso si provvede a fornire la conversione (utilizzata dall’autore):

Tamiya Color --> Humbrol Color

  • Black X1 --> 21
  • White X2 --> 22
  • Lemon Yellow X8 --> 69
  • Gun Metal X10 --> 53
  • Semi Gloss Black X18 --> 85
  • Clear Orange X26 --> 13
  • Clear Red X27 --> 19
  • Flat Black XF1 -->33
  • Flat White XF2 -->34
  • Flat Aluminium XF16 --> 56
  • Sky XF21 --> 34 + 14 (1/8)
  • Metallic Grey XF56 56
  • Chrome Silver X11 --> 11
  • Gold Leaf X12 --> 16

N.B.: dove la differenza di tonalità è minima si è optato per l’unificazione del colore.
E’ ovviamente a discrezione di ciascun modellista verificare la propria dotazione in attrezzatura, dalla basilare colla alle sofisticate limette dalle sezioni più disparate ; la qualità del kit è comunque tale da non richiedere nulla più della dotazione standard ( colla, carta abrasiva, stucco, forbici e/o cutter…. ).

Ducati 900 SS - Tamiya 1/8Ducati 900 SS - Tamiya 1/8

La descrizione passo – passo che segue prende in cosiderazione i punti ed i pezzi salienti relativi alle fasi di assemblaggio e verniciatura del modello e come tale non è da prendersi come qualcosa di rigoroso e dettagliato; spetta al modellista aguzzare l’ingegno e prevenire gli eventuali problemi attraverso, lo ripeto, lo studio rigoroso del modello!

1 – Il motore
E’ un vero piacere per l’appassionato Ducati montare il mitico bicilindrico a L di 90 gradi dell’ingegner Taglioni, che Tamiya riproduce magnificamente nelle testate e nei cilindri, alettati con grande precisione.
Assemblati i cilindri, questi possono essere immediatamente uniti al blocco motore, anch’esso da unire in due facilissimi pezzi, quindi è opportuno montare anche i due carburatori (A24 ed A25) poiché tutti questi pezzi saranno verniciati con l’aerografo nella stessa tonalità ed opportunamente differenziati e rifiniti a pennello.
Non assemblare momentaneamente tutte le parti cromate quali il carter B20 e le coppie coniche(A31 ed A 32) con i relativi coperchi.

2 – Scelta dei pezzi e prima verniciatura

PREMESSA
La verniciatura ad aerografo è la mia grande passione e, contemporaneamente, la mia disperazione :
ha una resa stupenda sui pezzi verniciati e conferisce un autentico salto di qualità al modello rendendolo veramente “professionale” ma………
Ma l’aerografo è uno strumento non facile da usare e sbagliare una verniciatura significa rimandare di ore e ore il proprio lavoro, causa il pasticcio a cui rimediare e la nuova verniciatura da ritentare.
Il mio unico consiglio: allenarsi costantemente facendo, se necessario, prove su parti in plastica di vecchi kit “a perdere” e tenere sempre in perfetta efficienza il proprio strumento.
Utilizzare preferibilmente un aerografo a doppia azione indipendente ed un compressore come fonte d’aria perché in grado di garantire un flusso costante.
E’ fondamentale riunire un certo numero di pezzi da verniciare con lo stesso colore al fine di sfruttare al meglio ciascuna sessione di verniciatura, ricordandosi, nel caso in cui si impieghino più colori, di cominciare sempre con la tonalità più chiara per finire poi con quella più scura, pulendo sempre l’aerografo ad ogni cambio di colore o addirittura ogni volta che lo stesso colore viene “ricaricato”.
Ciò per evitare che eventuali residui indesiderati di un colore vadano ad intaccare il colore successivo che comunque, se è di tonalità più scura, non dovrebbe subire particolari alterazioni, ma non si sa mai.
La scelta dei pezzi, oltre al criterio del colore, deve essere relativa a parti il cui assemblaggio dovrà avvenire il più presto possibile: non vale la pena verniciare subito pezzi che poi verranno montati molto più avanti; la maniera migliore per mantenere un certo ordine nel montaggio è quella di conservare il più possibile i pezzi attaccati ai loro telai fino all’effettiva utilizzazione degli stessi.
Nel successivo prospetto sono riportate in esempio le verniciature eseguite in questa prima sessione con i colori utilizzati in sequenza in base alla tonalità ed i principali pezzi verniciati :

a ) - cromo/alluminio ( cod. Humbrol n. 11, diluito al 50% ) : telaio, coppie coniche,coperchi di testa

carter copricatena e forcellone.

b ) - alluminio ( cod. Humbrol n. 56, diluito al 40% ) : motore (banco, teste, cilindri) e carburatori.

c ) - oro ( cod. Humbrol n. 16, diluito al 50% ) : cerchioni.

 

Personalmente, diluisco al 40% - 50% i colori che utilizzo ( in questo caso con diluente Humbrol ).
N.B. la sequenza riportata sopra è puramente soggettiva, quindi le successive descrizioni di verniciatura saranno molto più generiche; è compito di ciascun modellista impostare un metodo che gli sia congeniale per praticità ed efficacia.

3 – Rifiniture a pennello e definitivo assemblaggio del motore

Le finiture di maggior rilievo sono quelle relative agli steli che proteggono le aste delle coppie coniche ( H11), ai collettori ed ai tromboncini dei carburatori (H53) ; queste consentono di differenziare la colorazione predominante del motore evidenziandone la meccanica.
Ad ulteriore completamento di tali finiture ho evidenziato la retina terminale dei tromboncini dei carburatori con H11 tramite la tecnica del pennello asciutto.
Preso un pennello medio a testa piatta ne ho intinto la punta nel colore e l’ho poi subito asciugato con una pezza di carta assorbente, in tal modo rimangono in punta di pennello solo pochi residui di vernice; passando il pennello sulle retine questo tenderà a verniciare solo le parti in rilievo, evidenziandone le maglie con un effetto molto realistico.
Da eseguire con pazienza (almeno due passate) e precisione la rifinitura con H56 della banda centrale dei due carter principali del motore che ho deciso di mantenere nel colore cromato verniciato dal produttore.
Ora è tutto pronto per l’assemblaggio del motore: le istruzioni sono più che chiare ed i pezzi stessi come le teste ed i cilindri hanno incastri predefiniti a prova di errore o di rischi di scambio fra i pezzi del bicilindrico. Insomma, non si può sbagliare!
Ad ulteriore merito della Tamiya, va citato il prezioso consiglio fornito dalle istruzioni di rimuovere dai pezzi cromati con un cutter la vernice dalla zona da incollare al fine di assicurarne la corretta aderenza ; ciò deve essere fatto, per esempio, per il carter B20.

4 – Dettaglio e assemblaggio telaio – motore
Prima di giungere al vero e proprio assemblaggio telaio – motore è necessario verniciare la batteria ed il suo supporto.
Per il corpo della batteria ho utilizzato una combinazione di colori basandomi sulle poche fotografie relative alla colorazione delle batterie “dell’epoca” non esistendo un corrispondente H. al codice T. XF-21 (Sky).
Tale combinazione è: 8 parti di H34 + 1 parte di H14.
Contemporaneamente ho dipinto il serbatoio e la pompa del freno posteriore, ho verniciato ed assemblato il regolatore di corrente A30 ed applicato ai due semitelai le decalcomanie F e G
(per l’applicazione delle decals si rimanda alla descrizione relativa alle parti di carrozzeria).
Per dettagliare ulteriormente il motore Tamiya fornisce dei tubini di gomma neri e trasparenti; l’attenta applicazione di questi elementi nelle giuste misure ai carburatori, alle pipette delle candele ed al freno posteriore rende il risultato finale davvero realistico; i soli consigli che si possono dare sono di sfruttare al meglio le matassine di gomma, poiché sono veramente a misura e di osservare con attenzione sulle istruzioni il collegamento tra le pipette delle candele che deve passare attraverso il telaio ( schema 4, punto 2 ).
Assemblare i due semitelai avendo cura di sverniciare le parti che saranno incollate e inserendo opportunamente batteria e supporto nei fori dedicati.
Preparare la vasca del filtro dell’aria (A33) verniciandola in bianco opaco e applicarla incollandola alle apposite asole incavate nella zona posteriore del telaio collegandovi il tubo nero che porta l’aria al polmoncino sul motore (A38).
Assemblare ora il motore al telaio tramite i punti di appoggio sulle piastre destra e sinistra e le viti autofilettanti fornite dal kit per i bracci anteriori di supporto.
Fare molta attenzione alla “zona” della batteria che, venendo occupata da un carburatore e da alcuni cavetti potrebbe dar luogo a una certa resistenza al montaggio; collocare quindi il carburatore con attenzione e sfilare correttamente i cavi.

5 – Preparazione e verniciatura di carrozzeria e forcellone
I pezzi che compongono le parti di carrozzeria ( parafanghi, cupolino, fianchetti, serbatoio e codone ) sono tutti di ottima fattura e solo pochi sono da assemblare.
E’ consigliabile eseguire tali assemblaggi tramite cianoacrilato che assicura presa rapida e buona resistenza.
Utilizzare con attenzione questo tipo di collante, tanto utile quanto pericoloso sia per l’utilizzatore che per i pezzi stessi; depositandosi e cristallizzandosi in quantità eccessive questo può causare dei monticelli piuttosto ostici da rimuovere se non attraverso un paziente uso della carta abrasiva, ed ancora peggio se si deposita in zone che non devono essere incollate!
I pezzi assemblati devono poi essere stuccati per eliminare le linee di giunzione; la stuccatura è un’operazione lunga e noiosa, ma conferisce una nota di realismo fondamentale al modello.
Tramite del nastro da carrozziere delimitare la zona di giunzione, quindi depositare sulla giunzione stessa dello stucco da modellismo e premerlo con una spatola per riempire bene la fessura e passarvi sopra un pennello imbevuto di acetone (solo una sottile striscia di stucco in corrispondenza della giunzione).
Attendere almeno mezza giornata affinché lo stucco si asciughi, quindi carteggiare con carta abrasiva finissima (1000) con movimenti circolari fino ad eliminare lo stucco in eccesso lasciandone solamente la sottile riga che ha riempito la fessura.
Tramite il tatto dei polpastrelli accertarsi che la superficie non presenti degli sbalzi, altrimenti bisogna nuovamente carteggiare.
A lavoro ultimato lavare il pezzo con acqua.
Verniciare con H11 i pezzi preparati ; a ciascuno il suo metodo, per eventuali consigli pratici fare riferimento al punto 2.

6 – Applicazione decalcomanie sulla carrozzeria
Le decalcomanie da applicare alla carrozzeria sono poche ma fondamentali alla buona riuscita del kit; occorre quindi curarne con particolare attenzione l’applicazione.
Personalmente, procedo con i seguenti passi:
- stesura sul pezzo di una pennellata di prodotto neutro specifico per incrementare l’aderenza delle decalcomanie; in commercio ne esistono vari, in questo caso è stato utilizzato il Decal Work della Molak;
- preparazione di una tazzina contenente acqua leggermente calda ed immersione della decalcomania per ca. 20 secondi;
- distacco della decalcomania dal suo supporto cartaceo ed applicazione della stessa sulla superficie del pezzo, aggiustandola in posizione corretta tramite un pennello umido o con il polpastrello;
- leggera pressione sulla decalcomania tramite un pezzo di carta assorbente al fine di eliminare le bolle d’aria senza spostare la deca - in qualsiasi caso di spostamento indesiderato intervenire sempre inumidendo prima polpastrello o pennello!-;
- successiva applicazione del prodotto aderente per decalcomanie.
Tali passi sono stati ripresi per l’applicazione di altre piccole decals di dettaglio del kit.
Le decals del modello non sono particolarmente impegnative da fissare.Va prestata particolare attenzione, per motivi di resa estetica, alle applicazioni sul serbatoio e sul cupolino.

7 - Protezione decals e verniciatura dischi freno
La terza sessione di verniciatura è dedicata alla protezione delle decalcomanie applicate sulle varie parti della carrozzeria tramite uno strato di trasparente lucido H35 e alla verniciatura dei dischi dei freni ; questi non verranno verniciati come indicato sul foglio istruzioni, ma in soli due colori: H11 per la pista frenante e H85 per la corona di fissaggio.
In base alle foto consultate, infatti, i dischi freno anteriori e posteriori presentano probabilmente una pista in acciaio e una struttura di fissaggio a raggiera in ghisa nera.
Vengono quindi preparate preventivamente delle mascherine di acetato o plasticard ricavandovi la circonferenza della parte in ghisa quindi viene effettuata la verniciatura completa dei dischi con H11, poi dopo aver atteso l’asciugatura della vernice si applica il nero H85 coprendo il disco con la mascherina in modo tale da lasciare verniciabile la sola circonferenza della parte in ghisa.
Questo procedimento risulta facilmente applicabile sulla faccia posteriore dei dischi dove un leggero rilievo della plastica facilita il posizionamento della mascherina, mentre la faccia anteriore richiede una mano ferma nel posizionamento al fine di non causare la penetrazione di sfumature di nero sulla pista frenante; se ciò dovesse accadere si provvederà ad eliminarle tramite l’applicazione di H11 a pennello asciutto.
Sempre a pennello e col medesimo colore è particolarmente raffinato evidenziare la bulloneria di fissaggio.

8 – Assemblaggio forcellone, trasmissione finale e sospensioni posteriori.
L’assemblaggio di questa parte è relativamente semplice, è solamente necessario fare attenzione alla corretta disposizione dei pezzi che si imperniano sulla vite di fissaggio.
Per rendere più realistica la catena, dopo averla dipinta con H53 la si può ripassare a pennello asciutto con H11 evidenziando così le singole maglie e i perni di fissaggio di ciascuna.
Gli ammortizzatori posteriori sono un’autentica opera di precisa riproduzione dal vero, nonostante siano rigidi : verniciati gli steli differenziando la parte fissa (H11) da quella mobile (H56) si inseriscono le bellissime molle posizionandole tramite i rispettivi supporti ad incastro A16.
Prima dell’assemblaggio ricordarsi di applicare la decalcomania nella parte bassa degli steli.
Assemblare il gruppo della trasmissione secondaria al telaio incastrando il forcellone negli alloggiamenti ricavati sulle piastre del telaio; la successiva applicazione degli ammortizzatori non dovrebbe presentare alcun problema.
Le istruzioni di montaggio consigliano inoltre il montaggio del carter frizione con il relativo cavo ed inoltre il fissaggio del cavo della pinza freno posteriore.

 

9 – Il sistema di scarico
Tamiya vernicia il bellissimo sistema di scarico della SS con una cromatura a mio parere un po’ troppo irreale che risulterebbe, a montaggio avvenuto, fare il paio con i carter motore senza alcun contrasto cromatico.
Il motivo estetico già metteva in dubbio la scelta di mantenere la cromatura originale e ad esso si aggiungeva il problema del distacco dei 4 pezzi degli scarichi dal rispettivo telaio : infatti per rimuovere i residui di plastica non riuscivo ad evitare di “mangiare” ulteriormente la cromatura.
Ciò mi avrebbe costretto a ritoccare i terminali di scarico con il miglior cromo della Humbrol (H11) che non si avvicina minimamente per lucidità e resa al cromo Tamiya.
Di conseguenza, causa motivi estetici e pratici (dovuti alla mia scarsa abilità) la scelta era obbligata: sverniciare i pezzi e riverniciarli con un colore più appropriato.
Questa è stata la “sfida” più stimolante da affrontare durante la realizzazione di questo modello!
Innanzi tutto ho immerso i pezzi del sistema di scarico in olio per freni che intacca e svernicia gli smalti in genere.
Quindi a sverniciatura completata ho lavato i pezzi in acqua e sapone assemblando poi i terminali di scarico.
Ho riverniciato il tutto con una vernice cromata alla nitro in bomboletta spray di tonalità non troppo lucente per ottenere una colorazione finalmente più reale.
Lo spray mi è sempre stato piuttosto ostico: è una vernice molto grassa e deve essere distribuita da una distanza “esatta” per non causare uno sgradevole effetto a buccia d’arancia (troppo vicino) o per non costringere a riverniciare più volte (troppo lontano) aumentando così le possibilità di errore.
In questo caso la verniciatura è risultata abbastanza gradevole anche se forse un po’ pesante, ma tutto sommato sono stato abbastanza soddisfatto del risultato estetico.
N.B. ho mantenuto nella cromatura originale i soli pezzi B12.

Una nota di biasimo a Tamiya fa fatta per il montaggio del sistema di scarico che, pur se semplice e preciso come sempre, non risulta tanto azzeccato negli accoppiamenti in prossimità del raccordo B14.

10 – Ultima verniciatura ad aerografo
Per l’ultima sessione di verniciatura con l’aerografo ho preparato i seguenti pezzi da ricoprire con H85
- cruscotto
- specchietti retrovisori
- sella monoposto
- portatarga
- piastre forcella anteriore
- steli forcella anteriore ; questi ultimi sono stati mascherati tramite nastro da carrozziere nella parte a scomparsa per mantenere la cromatura originale e verniciare solo i foderi e le pinze freno.

Quindi i seguenti pezzi con H11:

- clacson
- supporti cupolino ( C8 )
- cavalletto
- supporto fanale anteriore ( C10 )

11 – Rifinitura e assemblaggio della forcella anteriore
Le leve del freno e della frizione sono state rifinite con cura per ottenere un ponte di comando realistico; il blocchetto del gas e i terminali dei semimanubri, al contrario di quanto indicato dal foglio istruzioni, sono stati verniciati con H11.
Analogamente è stato fatto per il blocchetto elettrico sinistro, evidenziando in nero gli interruttori.
Le fasce di tenuta delle guarnizioni dei foderi sono state dipinte con H11, sono stati inoltre evidenziati i bulloni delle pinze freno anteriore e dei registri degli steli sulla piastra superiore.
L’assemblaggio è stato effettuato con cura soprattutto nei riguardi del parafango anteriore, ma anche in questo caso gli incastri sono praticamente perfetti e la vite che funge da perno per la ruota anteriore termina l’unione del pezzo.
Sono state quindi applicate le tubazioni dei freni secondo le lunghezze riportate nelle istruzioni e l’unica decalcomania sul fodero dello stelo sinistro.

12 – Luci e indicatori di direzione
La preparazione di questi dispositivi è limitata alla colorazione a pennello con arancione (H13) delle parti traparenti degli indicatori di direzione ed in rosso ( H19 ) del fanale posteriore.
N.B. Tale da verniciatura deve essere rigorosamente effettuata dalla parte interna !
Il fanale anteriore non deve essere verniciato ed inoltre i supporti sono stati utilizzati con la cromatura originale, a meno di alcuni lievi ritocchi con H11 alle parti di ancoraggio con il rispettivo telaio.
Pronti i trasparenti, incollarli ai braccetti di supporto con cianoacrilato liberando le parti a contatto della vernice in eccesso tramite un cutter.
Separatamente è stato completato il portatarga con l’applicazione della decalcomania “900 SS” ed il gruppo fanale anteriore, il cui trasparente è semplicemente applicato ad incastro.
Assemblare i supporti al gruppo fanale anteriore ed il fanale posteriore al portatarga; l’incollatura al telaio è, infine, estremamente semplice.


13 – Preparazione del cupolino
Il cupolino deve ricevere il cruscotto e montare il plexiglass.
Il cruscotto è completato attraverso l’applicazione delle decalcomanie di contagiri e contachilometri; la rifinitura delle spie è effettuata con H11 applicato a pennello asciutto.
È quindi possibile assemblare il cruscotto all’interno del cupolino ed applicarvi i cavi degli strumenti.
L’ampio plexiglass deve essere trattato con estrema cura per evitare di segnarlo.
Il bordo superiore in gomma è opportuno verniciarlo a pennello con del nero a tempera, che in caso di errore può facilmente essere rimosso con acqua.
L’applicazione del plexiglass al cupolino è effettuata con il vinavil e tanta pazienza!
Le colle per polistirolo, infatti, danneggerebbero irreparabilmente la superficie trasparente in caso di sbavate, quindi vale la pena “soffrire” un po’ con la colla vinilica che è molto lenta a far presa ma non causa danni ed è facilmente asportabile in caso di sbavature.


14 – Assemblaggio carrozzeria
E’ giunto finalmente il fatidico momento in cui la moto prende definitivamente forma.
Assemblare nell’ordine (consigliato): codino, sella, serbatoio, fianchetti e cupolino senza che la fretta per l’entusiasmo faccia pregiudicare l’esito finale.
Attenzione alla manipolazione dei pezzi nel caso in cui si utilizzi colla a base di cianoacrilato: una sbavatura indesiderata compromette ore e ore di lavoro!
Se necessario fermarsi e ripartire tra un assemblaggio e l’altro.


15 – Assemblaggi finali
Applicare gli specchietti al semimanubrio dopo aver verniciato la parte riflettente in H11.
Verniciare in nero opaco a pennello le leve di accensione, freno posteriore e cambio (con il corrispondente ritorno) curandone il dettaglio ; quindi assemblarle al telaio.
Il modello è concluso.

 

Durante l’assemblaggio ho largamente impiegato la colla di cianoacrilato, sicuramente la più pericolosa se non correttamente utilizzata, ma anche quella di miglior rendimento poiché non  scioglie la plastica per attaccarla, ma cristallizza, facendo tenuta senza fonderla.   Nel caso in cui fosse necessaria una rimozione del pezzo appena assemblato, questo per lo più  tende a distaccarsi senza rompersi.    - il notevole impiego di vernici metallizzate e cromate ha stimolato particolarmente l’attenzione per  i diversi contrasti cromatici, rendendo questo modello un notevole esercizio in materia. - vale sempre, infine, la mia regola d’oro del modellismo: buon modellista non è chi esegue alla  perfezione il proprio lavoro, ma chi riesce a limitarne al massimo gli errori!

 

Breve storia della DUCATI
Ducati nasce nel 1925 grazie a tre fratelli, Marcello, Adriano e Bruno Cavalieri Ducati che fondano una società per la costruzione di condensatori e apparecchiature elettriche (radio, rasoi etc.) ottenendo un buon successo prima che la seconda guerra mondiale rada al suolo la fabbrica.
E’ nel 1945 che nasce la vocazione motoristica della Ducati attraverso la produzione su licenza del monocilindrico 50cc. ribattezzato “Cucciolo”, che segna un primo importante passo avanti nella motorizzazione di massa nel dopoguerra.
Da questo punto di partenza si dipana una lunga storia fatta di numerosi modelli di motociclette in continua evoluzione e di successi sportivi che faranno della Ducati la portabandiera delle due ruote “all’italiana” dagli anni ‘50 ad oggi.
Dai monocilindrici ai bicilindrici a L di 90 gradi a 2 ed a 4 valvole, dalla distribuzione ad ingranaggi, a coppie coniche e infine a cinghia dentata, le moto Ducati saranno sempre sinonimo di carattere, originalità ed ovviamente vittoria sui circuiti di tutto il mondo.
Impossibile non citare, quindi, il principale artefice del successo dei motori Ducati, l’ingegner Fabio Taglioni, padre del sistema desmodromico.
Peculiarita’ esclusiva della casa di Borgo Panigale, esso si basa su una distribuzione ove l’alzata e la chiusura delle valvole è comandata da un sistema di cammes che ne contengono lo sfarfallamento permettendo al motore di girare con regolarità ad alti regimi.
Da non dimenticare, infine, un’altra caratteristica saliente delle moto Ducati : il telaio a traliccio in tubi d’acciaio, che le rende uniche per agilità e ciclistica.

DUCATI 900 SS
Nasce nel 1977 e deriva dalla precedente 750 SS ( Super Sport ) del ’74.
La sua ciclistica è molto classica e spartana, ma abbinata ad una meccanica performante rende questa moto divertentissima ed elegante.
Rispetto alle rivali del suo tempo la 900 SS è leggera e dotata di un’erogazione senza incertezze, esclusi i bassi regimi “cittadini”, non proprio adatti ad una motocicletta nata per un’utenza sportiva.
Attualmente la 900 SS è una delle moto Ducati tra le più amate e ricercate dai numerosissimi collezionisti della casa di Borgo Panigale sparsi in tutto il mondo.


CARATTERISTICHE TECNICHE
Motore : bicilindrico quattro tempi a V di 90 gradi, cilindrata 863,9 cc, distribuzione desmodromica monoalbero in testa comandato da albero con coppie coniche a denti elicoidali, 2 valvole per cilindro. Frizione a dischi multipli a bagno d’olio, cambio a 5 marce. Ciclistica: telaio a doppia culla aperta in tubi, forcella anteriore teleidraulica, forcellone posteriore oscillante con ammortizzatori idraulici regolabili. Freni anteriori a doppio disco da 280 mm, posteriore a disco da 229 mm.
Dimensioni e Peso: lunghezza 2210 mm, larghezza 675 mm, altezza sella 770 mm., interasse 1500 mm, peso a vuoto 196 Kg. Prestazioni: velocità massima 225 Km/h, consumo medio 14 Km/l.
Riferimenti bibliografici tratti da:

  1. MOTOCICLISMO racconta la storia della DUCATI di Luigi Bianchi e Marco Masetti
  2. EDISPORT edioriale SpA 1997.

 

Modello di Anonimo

 

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