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HomeModelliGallerieElicotteriWestland SA.341 Gazelle - Airfix 1/72

Westland SA.341 Gazelle - Airfix 1/72

Westland SA.341 Gazelle - Airfix 1/72Westland SA.341 Gazelle - Airfix 1/72

Con grande piacere ho accolto l’invito del (ritrovato) amico Marco Aquila di descrivere in queste (spero) poche e non noiose righe la mia ultima “esperienza” modellistica. In gioventù ero un modellista praticante e poi, per varie vicende, sono stato di fatto fermo per quasi vent’anni prima di riprendere l’anno scorso. Ovviamente le capacità (???) si erano sopite, anche se l’interesse è stato sempre alto, e c’era sicuramente bisogno di rifare un po’ di pratica; ma il problema più grande, dopo vent’anni, è NON avere più una buona vista, in particolare da vicino…
Ma l’età non ha diminuito l’incoscienza, e per rendere più complicata la ripartenza, mi sono scelto un vecchio kit Airfix dalle esigue dimensioni, come è possibile verificare dalle fotografie…
Posso solo augurarmi che la realizzazione possa essere d’interesse per la Community di cui anch’io adesso faccio parte. Grazie a tutti per l’attenzione e naturalmente grazie a tutti coloro che hanno avuto la pazienza di pubblicare sui vari siti le foto del Gazelle “vero” che mi hanno aiutato a realizzare questo modello.

 

Westland SA.341 Gazelle - Airfix 1/72Westland SA.341 Gazelle - Airfix 1/72

Si (ri)comincia…
Il kit: è un vecchio serie 1 (in positivo, ovviamente); sulla scatola porta l’anno 1979, ma lo stampo risale al 1973, quindi l’anno prossimo sarà quarantenne... E’ rimasto in attesa nel cassetto per quasi un ventennio, per essere poi “ritrovato” all’inizio di quest’anno (2012). Come ho già scritto, è piuttosto piccolo, anche per la scala, e potrebbe andar bene anche per i principianti (40 pezzi in tutto) se non fosse per i tipici difetti dei “vecchi” kit Airfix, come descriverò più avanti.
Incredibile ma vero, il Gazelle è ancora a listino Airfix, nella serie Starter Set, con colori, colla e pennello…
 

Westland SA.341 Gazelle - Airfix 1/72Westland SA.341 Gazelle - Airfix 1/72

Allora… si comincia! Però… gli interni sono proprio spogli… i sedili possono andar bene, ma il resto… niente cloche, un blocco strumenti appena accennato, i pilotini (fratelli gemelli) orrendi… non posso lasciare tutto così… magari se faccio un giro su internet qualche foto la trovo… e le ho trovate. Internet è una gran cosa: si trova praticamente tutto, anche quello che non serve… Consultando i vari Forum e Community, ho anche scoperto anche che il soggetto, che ritenevo assolutamente “out”, ha inspirato (anche con notevoli risultati) diversi appassionati, con livree particolari, conversioni, extra details, etc.
 

Westland SA.341 Gazelle - Airfix 1/72Westland SA.341 Gazelle - Airfix 1/72

La scelta della versione
Va bene che è il modello della ripartenza, ma si può montare “da scatola”, proposta di colorazione (unica) compresa? Cerca e ricerca su Internet, trovo una versione che mi piace e che richiede un (piccolo) lavoro di conversione/dettaglio esterno:

  • aggiunta di “baffi” sul cupolino vetrato (antenna);
  • aggiunta di un piccolo radome sul tetto della carlinga
  • sostituzione di una pinna ventrale con un’antenna
  • tergicristalli

Tutte le modifiche/aggiunte indicate (più altre che troverete descritte più avanti) sono state realizzate con plasticard e sprue stirato (molto “old style”…niente fotoincisioni).
La versione che mi ha convinto (e che ho scelto) è quella visibile dalle foto reperibili all’indirizzo:
http://www.airport-data.com/aircraft/photo/518216.html

Westland SA.341 Gazelle - Airfix 1/72Westland SA.341 Gazelle - Airfix 1/72

Gli Interni
A questo punto mi sorge un dubbio: il modello è piccolo, l’appoggio è scarso, la coda è lunga, mooolto lunga; ma non è che poi montato e verniciato si siede sulla coda? Sarebbe meglio appesantire il muso, ma come? Lo spazio è proprio scarsino… varie prove e diverse martellate per appiattire i (soliti) piombini da pesca per poterli infilare e incollare sotto il pavimento della carlinga. Speriamo che bastino…
Qualche pezzettino di plasticard per rifinire i seggiolini, qualche strisciolina di nastro carta per le cinture di sicurezza, quadrettini sempre di plasticard per un pannello strumenti un po’ meno essenziale, lo sprue stirato per l’estintore e il filo di rame piegato per le cloche… più di questo non volevo fare, altrimenti dopo vent’anni di stop la ripartenza rischiava di essere troppo lenta… magari il prossimo lo dettaglierò meglio…

Westland SA.341 Gazelle - Airfix 1/72Westland SA.341 Gazelle - Airfix 1/72

Il montaggio
I pezzi da assemblare sono pochi, ma come nei kit Airfix di diversi anni fa, il montaggio è tutt’altro che facile: gli accoppiamenti lasciano spesso scalini e/o fessure che richiedono interventi di tagliabalsa e stucco. Ovviamente le minuscole dimensioni del modello (e la sua fragilità di conseguenza) complicano non poco il lavoro… sottolineo solo l’improponibile sistema di fissaggio dei pattini d’atterraggio: quattro piccole scalfitture sui lati della fusoliera….
Quindi, mascherati gli interni con carta da cucina e nastro carta, protetti i piccoli vetri laterali (che dovevano essere incollati PRIMA di chiudere le semifusoliere) con il Maskol, il modello era pronto per la prima mano di grigio di fondo.
Per fortuna l’”insetto” riesce a stare sulle piccole e sottili zampette e non cade all’indietro… il piombo è servito…
Nelle foto si intravede (freccia rossa) la piccola modifica al meccanismo di rinvio del movimento all’elica di coda (non ancora montata). In pratica, ho scavato la plastica per ricavarne una cavità circolare (nella quale “nel vero” gira l’ingranaggio di rimando) e ho aggiunto un pezzettino di sprue stirato per l’astina di trasmissione.

Westland SA.341 Gazelle - Airfix 1/72Westland SA.341 Gazelle - Airfix 1/72

La verniciatura
Or incomincian le dolenti note a farmisi sentire… come scriveva il buon Dante nel 5° canto dell’Inferno… Questa è sempre stata per me la fase più difficile: puoi super dettagliare un modello alla perfezione, poi sbagli la verniciatura… e butti tutto nella spazzatura. Mi capirete quando dico che ho iniziato questa fase con grande apprensione.
Inoltre, m’intestardisco ad usare, a distanza di vent’anni, gli smalti (Humbrol, in questo caso), anche perchè nel passato le (poche) esperienze con gli acrilici hanno portato a risultati mediocri. Li ho sempre trovati poco coprenti e, tranne rare eccezioni, sono per nulla atossici (come invece si è portati a credere). Prima o poi, mi deciderò a fare il grande passo (quasi sicuramente con i Lifecolor o anche con i recentissimi Italeri), ma in questo caso… procedo con gli Humbrol (se qualcuno di voi vorrà darmi qualche consiglio sugli acrilici, mi farà piacere).
Nuovo dilemma: a pennello o ad aerografo? La mimetica è sicuramente semplice: solo due colori, contorni praticamente netti… d’altra parte, le dimensioni esigue del modello (e la sua fragilità) mi hanno fatto rinunciare ad ogni tentativo di mascheratura (con il nastro carta o Maskol). Ho lavorato ad aeropenna a mano libera, nella speranza che usandola a distanza ravvicinata e a bassa pressione, la mano non mi tremasse troppo e venisse un disastro.
A lavoro ultimato, poiché il risultato (con l’aerografo) non mi convinceva troppo (complice anche una diluizione non ottimale), ho voluto ripassare a pennello per smorzare alcune “nuances” di colore non volute e per correggere il disegno delle bande (aiutandomi con le foto a colori). Ho dovuto anche carteggiare il colore in alcuni punti con carta abrasiva finissima (e bagnata) perché gli Humbrol sono semigloss e sempre a causa della diluizione non perfetta risultavano translucidi a chiazze con un effetto (molto) poco realistico (chi è cagion del suo mal…).
 

Westland SA.341 Gazelle - Airfix 1/72Westland SA.341 Gazelle - Airfix 1/72

Rispetto al “fratellone”, il verde appare quasi grigio: sarà colpa del flash? In parte si, ma devo ammettere che il verde consigliato dall’Airfix (H163) è più sul verde oliva scuro rispetto all’originale, mentre il grigio (H165) è abbastanza fedele. La prossima volta farò dei campioni di colore per essere sicuro PRIMA di dipingere il modello. Nella foto si nota anche il complesso turbina, montato, dettagliato con sprue stirato e filo di ferro, verniciato a parte e poi incollato sulla coda. L’effetto “metallo” della presa d’aria della turbina e dello scarico è stato ottenuto prima con una mano leggera e molto diluita di azzurro metallizzato e poi passando una matita tenera, stendendo la grafite con le dita. Insomma… Qui si vede meglio il “lavoro” sulla turbina (nel frattempo sono “apparse” la trasmissione e la piccola elica in coda):

Westland SA.341 Gazelle - Airfix 1/72Westland SA.341 Gazelle - Airfix 1/72

Piccoli dettagli… crescono
Nelle foto sono anche visibili: l’antenna ventrale autocostruita con un pezzetto di plasticard e uno di sprue stirato (al posto della 2a pinna fornita nel kit – freccia blu) e l’aggiunta in coda (freccia rossa) fatta con il solito pezzettino di plasticard “sagomato” con il tagliabalsa. Manca ancora all’appello il gancio di arresto sull’estremità della pinna in coda, ma avendo provato già due volte a incollarlo (parliamo di un filo di sprue stirato di circa 4 mm di lunghezza) e per le relative due volte si è staccato, ho deciso di rimontarlo a modello finito.
A questo punto dovrei procedere spedito… almeno così pensavo… Invece scopro che chi ha scolpito lo stampo (nei primissimi anni settanta; chissà se è ancora tra noi…) si è “inventato” un “cubetto” di styrene sotto la pala, a pochi millimetri dal piolino che deve sorreggere la pala al supporto e che non ha alcuna corrispondenza con le foto del “vero”. Ecco di che cosa sto parlando (freccia rossa):

Per evitare di tranciare con un colpo solo il cubetto e piolino con il taglia balsa, ho protetto il piolino con un paio di giri di nastro carta e via con il bisturi e carta abrasiva bagnata.
Messo a confronto con il “fratellone”, sono visibili le parti trasparenti laterali e superiori. Su quest’ultima è stato incollato il “radar” (freccia nera) autocostruito con un pezzetto di plasticard sagomato a mano:
Compare anche la “cupola” anteriore. Il fissaggio è stato alquanto problematico. Ovviamente non potevo pretendere da un vecchio Serie 1 che i trasparenti combaciassero perfettamente. Anzi… E’ servita una buona dose di Vinavil per fissarla ripassando poi i bordi con lo smalto Humbrol per attenuare le fessure. Attraverso i trasparenti si riescono a vedere alcuni particolari dell’interno. Alla fine il lavoro fatto non è stato vano… e con una punta di orgoglio sottolineo la presenza dei tergicristalli, auto costruiti con pezzettini di sprue stirato.
Le tre “sottolineature” di colore (giallo, rosso, azzurro) sono ben visibili dalle foto del “vero”. Non hanno riscontro invece i “piolini” evidenziati dalle frecce; non me la sono sentita di toglierli con un colpo netto di tagliabalsa per non rischiare di spezzare i fragili supporti delle pale. Certo, l’artigiano che ha realizzato lo stampo ne aveva di fantasia… o forse ha lavorato su disegni che sono stati poi modificati in fase di produzione definitiva. Una prova di montaggio dell’elica è visibile nella Foto 16. Le pale saranno montate definitivamente dopo la “posa” delle decals, per poter maneggiare più agevolmente il modello.
Finalmente le decals sono al loro posto e il modello è finito… non mi pare vero… ci sono voluti “solo” 4 mesi… nel frattempo le zampette si sono staccate una decina di volte (mannaggia a Mamma Airfix…) e altrettante volte sono state re-incollate.
Non lo ritengo un modello da concorso, ma è dignitoso, soprattutto tenendo conto della base di partenza (Serie 1 Airfix di 40 anni fa!).
Grazie per l’attenzione; spero che a qualcuno di voi questo “insetto” sia piaciuto.
Alla prossima.

Modello di Agostino Ghiglione

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