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Potez 631 - Azur 1/72

Potez 631 - Azur 1/72Potez 631 - Azur 1/72

Il Potez 631 nasce dal concetto di caccia pesante multiruolo che si diffuse prima della Seconda Guerra Mondiale, originando aerei dalle caratteristiche simili: Me 110, PZL P 38 “WILK” in Polonia e in seguito Nakajima “Gekko” e P 38 Lightning. Allo scoppio delle ostilità fù subito chiaro che la formula del caccia pesante aveva grandi limiti, e venne gradualmente abbandonata a favore del caccia monomotore. Nel caso del Potez 631 i suoi ruoli potevano essere: direzione della caccia, con il comandante che dirigeva via radio i caccia monomotori (quasi un… awacs!), caccia di scorta, caccia notturno, bombardiere leggero e ricognitore. A seconda delle motorizzazioni il Potez 63 diventava 63.0 con i motori Hispano-Suiza, o 63.1 con i motori Gnome-Rhome. Altre denominazioni erano: 63.3 (bombardiere leggero), 63.7(ricognitore).

Potez 631 - Azur 1/72Potez 631 - Azur 1/72

I primi esemplari entrarono in linea alla fine del 1938 ed equipaggiarono numerosi gruppi dell’Armee de l’Air e dell’Aeronavale: con 1150  aerei costruiti, il Potez divenne l’aereo più numeroso ndell’Aviazione francese. Ben presto il Potez 630 fù ritirato dal servizio per problemi ai motori, e solo il Potez 631 rimase in prima linea, anche se relegato al solo ruolo di caccia notturno. Dopo l’armistizio prestò servizio anche nell’Aviazione di Vichy, fino a quando i tedeschi non ne ordinarono lo scioglimento. Questo bimotore dalle linee eleganti soffriva della scarsa potenza dei motori, che rendeva l’aereo facile preda dei suoi avversari. Come se non bastasse, molti velivoli furono abbattuti dagli inglesi e addirittura dagli stessi francesi, a causa della notevole somiglianza con il Bf 110, rendendo necessario dipingere una lunga striscia bianca sulla fusoliera per facilitarne il riconoscimento.

 

Potez 631 - Azur 1/72Potez 631 - Azur 1/72

Il modello
Il kit Azur appare come uno short run di vecchia generazione. Le forme corrette e le fini pannellature incise fanno da contrasto allo spessore eccessivo delle ali e di tutti i piccoli particolari: anche le ruote appaiono deformate. Si tratta comunque di una base di partenza ottima per ottenere un buon modello di questo aereo, a spese di “un po’ “ di lavoro.

 

Potez 631 - Azur 1/72Potez 631 - Azur 1/72

Abitacolo e interni.
Quasi tutto è stato rifatto in scratch: solo una parte del pavimento, la paratia superiore dell’abitacolo ed il cruscotto fotoinciso sono utilizzabili dopo molte modifiche. Le cinture sono fotoincisioni di recupero, il seggiolino del pilota dalla forma così particolare è in filo di rame e alluminio adesivo, così come le intelaiature degli altri due . Gli interni sono stati dipinti in French Interior Blue (Aeromaster1105), come di consueto schiarito e poi contrastato con lavaggi ad olio e lumeggiature. Tutti i particolari sono dipinti a pennello con acrilici Vallejo evidenziando con profilature ad inchiostro tutti i piccoli particolari.

 

Potez 631 - Azur 1/72Potez 631 - Azur 1/72

Fusoliera.
Un notevole lavoro di affinamento è stato necessario per le pareti dell’abitacolo e nel vano ruotino posteriore, dato lo spessore della plastica. Tutte le sedi dei trasparenti sono state aperte con lime e frese: i due piccoli oblò sotto il parabrezza, la luce di atterraggio sotto il muso e il grande finestrino sotto la fusoliera. I trasparenti sono stati poi ritagliati da un foglio di acetato, fissati con colla cianoacrilica, carteggiati e lucidati. I due oblò per illuminare il cruscotto sono stati spostati in avanti per mantenere il cruscotto ad una distanza “ergonomica” dal pilota . Il poppino posteriore è stato allungato , e per finire anche la carenatura del ruotino posteriore è stata risagomata. Le due semifusoliere sono un po’ svirgolate, ed è stato necessario creare dei punti di riscontro in plasticare. L’incollaggio è fatto con colla cianoacrlica per le zone più critiche, e Tamiya Cement tappo arancione per il resto della fusoliera. Lisciatura e reincisioni completano questo insieme

 

Potez 631 - Azur 1/72Potez 631 - Azur 1/72

Ali e piani di coda.
Lo spessore delle ali è veramente eccessivo, un grosso lavoro di carteggiatura sia all’interno che all’ esterno delle semiali ha riportato una finezza accettabile . Anche i due radiatori annegati all’esterno delle gondole motori sono stati aperti come erano spesso con l’aereo al suolo. Il portello scorrevole è stato ottenuto da una lamina di alluminio, le superfici mobili sono state separate e riposizionate, tranne quelle delle derive. Durante la reincisione sono state aggiunte alcune pannellature mancanti e qualche linea di rivetti, con una punta da 0,2 mm. Il fissaggio delle ali alla fusoliera richiede uno studio particolare: l’interno delle semiali è stato riempito con un profilo in plasticard opportunamente sagomato, su cui sono state forate le sedi per due perni inseriti a loro volta nella fusoliera , e anche le derive sono state fissate allo stesso modo.
Per ottenere il corretto diedro delle semiali ho dovuto inserire spessori in plasticard nella parte inferiore; stuccatura e reincisione hanno poi rifinito la parte ventrale dell’aereo . Le luci di posizione, in sprue trasparente, sono state fissate con Attack e poi lisciate e sagomate per seguire il profilo dell’ala, e in seguito lucidate.

 

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Motori.
I motori in resina del kit sono stati migliorati accorciando e sagomando il carter anteriore. I cilindri posteriori sono stati sgrossati con la lama di un cutter, in quanto “impastati” nella resina. Sono poi state aggiunte le aste di comando dei bilancieri, i magneti, ed il tubo della piccola presa d’aria . Il lavoro di dettaglio è terminato aggiungendo i cavi delle candele in filo di rame da 0,1 mm. Una buona colorazione terminerà il lavoro . Dopo aver affinato l’interno delle nache motori con una fresa, un disco di plasticard è stato fissato alla parte posteriore dei motori per distanziarli correttamente dalle ali.
La retina di protezione della presa d’aria inferiore è stata fatta fustellando una reticella di ottone col punch e die e aggiungendo un cerchietto in filo di rame all’esterno. Le numerose protuberanze dei ganci di fissaggio dei vari pannelli d’ispezione sulle gondole motori state aggiunte con pezzetti di plasticard.

 

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Carrelli.
Tutto il vano è stato autocostruito in plasticard aggiungendo nervature e qualche cavo. Solo l’inserto in resina per il fissaggio dei carrelli è stato utilizzato.
I vani sono poi stati colorati in “Chamois” (Gunze H318) e invecchiati ad olio con un lavaggio color seppia seguito da un drybrush con Humbrol 121 progressivamente schiarito . Tutto il carrello è stato modificato o rifatto: alle gambe principali sono stati aggiunti i cavi dei freni ed i rinforzi dei parafanghi. Tutta la complessa struttura di retrazione con cavi e pulegge è stata autocostruita . I cerchioni delle ruote sono in plasticard, il ruotino posteriore è rifatto con alluminio e plasticard. Il tutto è stato poi colorato in alluminio X11 Tamiya, invecchiato con un lavaggio ad olio e profilato con inchiostri da grafica .

 

Potez 631 - Azur 1/72Potez 631 - Azur 1/72

Colorazione.
La versione scelta è il Potez 631 n.162 X-931 della ECN (Escadrille Chasse Nocturne) 1/13, che nel 1940 combattè con valore fino all’armistizio subendo pesanti perdite. Questo aereo sopravvisse, e fù ridipinto nei colori dell’aeronautica di Vichy (grandi bande giallo-rosse sulle derive e sulle cofanature dei motori). La livrea è a quattro toni Gris Bleu Clair (Aeromaster 1101), Gris Bleu Foncè (1100), Kaki (1102) e Ombree Calcineè (1103). La colorazione inizia con una mano di grigio chiaro Tamiya come sfondo per evidenziare eventuali imperfezioni . Ultimati i ritocchi, si dipinge sulle derive il tricolore francese, si maschera e si applica il preshading, utilizzando il grigio scuro per le superfici inferiori e il nero per le superfici superiori, anche se, dato l’alto potere coprente dei colori Aeromaster, tutto il lavoro sulla parte superiore si è poi rivelato inutile foto 16 .
A questo punto si stende il colore grigio azzurro chiaro delle superfici inferiori in mani leggere. In questo caso il preshading compie perfettamente il suo lavoro.

 

Potez 631 - Azur 1/72Potez 631 - Azur 1/72

Tutta la mimetica superiore è stata applicata a mano libera, dal colore più chiaro al più scuro .
Prima di iniziare, con una matita 2H ho tracciato i contorni delle macchie e con l’aerografo ho poi leggermente sovrapposto i bordi dei colori per ricoprire le tracce a matita. Spruzzando il colore molto diluito e a bassa pressione ho ottenuto bordi sfumati ma abbastanza netti. Le pannellature sono poi state ripassate con i colori di base scuriti e diluiti per rimediare all’inutilità del preshading.
Dopo una mano di trasparente lucido Aeromaster 1001 si passa alla posa delle decals. Solo il numero 1 della matricola X-931 sotto le ali proviene da decals di recupero, tutto il resto è ricavato dal foglio del kit che riproduce questo aereo prima dell’entrata nell’Aviazione di Vichy. La banda bianca di identificazione, differente per larghezza e disposizione, è stata ricavata tagliando quella relativa ad un altro esemplare.

Potez 631 - Azur 1/72Potez 631 - Azur 1/72

Per smorzare un po’ i colori troppo brillanti delle decals, ho spruzzato un leggerissimo velo del colore di base, diluitissimo e da una certa distanza. Questo passaggio è molto delicato: bisogna mascherare gli altri colori e avere la mano molto leggera: è facile infatti esagerare, e snaturare i colori delle decals. Una seconda mano di trasparente lucido preparerà il modello ai lavaggi ad olio, fatti con miscele di nero e terra Siena bruciata, più chiara per il ventre, più scura per le superfici superiori. Una mano di trasparente opaco Aeromaster 1003 prepara il modello alla fase finale colature e aloni sono fatte a drybrush con smalti Humbrol, le tracce dei fumi di scarico si realizzano ad aerografo con una miscela nerastra diluitissima, con una piccola zona centrale grigia per simulare l’olio bruciato che fuoriesce dagli scarichi.
Piccole scrostature con Humbrol 56 in seguito opacizzato per attenuarne la brillantezza, completano il lavoro di invecchiamento .

 

Potez 631 - Azur 1/72Potez 631 - Azur 1/72

Trasparenti e piccoli particolari.
Il lungo tettuccio a serra và diviso in ben 6 parti! Fortunatamente il kit fornisce due capottine termoformate, anche se la trasparenza non è eccezionale. Ultimato il taglio delle varie sezioni, quelle che scorrono sotto le parti fisse hanno ricevuto i frames in decal dipinte, poi le parti fisse e il parabrezza sono state incollate con colla cianoacrilica, poi stuccate con stucco diluito nella nitro ed applicato con un pennellino. Il complesso tubo di pitot è rifatto in sprue stirato visto che quello fotoinciso era decisamente piatto. Anche le due lunghe antenne sono state rifatte in plasticard, così come i due travetti portabombe tra le due gondole dei cannoni ventrali. La mitragliatrice dorsale MAC 34 da 7,5 mm è stata modificata, spostando il caricatore e aggiungendo numerosi particolari, e anche il suo supporto è totalmente autocostruito in plasticard e sprue stirato.

 

Potez 631 - Azur 1/72Potez 631 - Azur 1/72

Basetta.
Tutto è stato improntato alla massima semplicità: l’aereo è su un campo erboso tipico di tutte le foto a mia disposizione. I due piloti che parlano tra loro provengono uno dal set CMK aviatori francesi, mentre l’altro è sempre CMK ma della RAF, con stivali e giaccone in pelle modificati “alla francese” ispirandomi ad una foto. Qualche cassa, taniche, ed un telo contribuiscono a dare l’idea dei campi di aviazione di prima linea.

 

Potez 631 - Azur 1/72Potez 631 - Azur 1/72

Conclusioni.
Questo non è certo un modello adatto ad un principiante o a chi monta solo modelli di alta qualità: queste scatole short-run richiedono parecchio lavoro per ottenere un buon risultato, ma per chi se la sente di cimentarsi con questi kits, resta la soddisfazione di aggiungere un grosso tocco personale alla realizzazione, modificando e autocostruendo in larga parte la base di partenza fornita dalla scatola.

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Potez 631 - Azur 1/72

 

Modello di Andrea Vignocchi

 

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